Negli ultimi anni, a causa di svariati fattori di crisi, oltre a fronteggiare le problematiche socioeconomiche, presenti i cittadini, in particolare nelle periferie, sono messi sempre meno in grado di fruire in maniera adeguata dei beni e dei servizi comuni urbani.

Per rispondere a tali disagi, in molti casi, i singoli si sono spontaneamente organizzati, hanno condiviso idee e messo a disposizione le proprie competenze per tutelare spazi dequalificati, rilevanti per l’identità locale.

A conferma di ciò da circa un anno alcuni cittadini dei quartieri di Centocelle, di Torre Spaccata ma anche di aree limitrofe al Parco Archeologico di Centocelle, hanno capitalizzato l’eredità di anni di proteste e malcontento, e si sono attivati per instaurare una forma di collaborazione al fine di ovviare prima di tutto al profondo stato di degrado e abbandono in cui versa il Parco e nel contempo provare ad accrescere il benessere economico e sociale del territorio.

Il Parco di Centocelle (PAC) è un’enorme area verde di 120 ettari (simile estensione di Villa Borghese) di rilevanza archeologica, storica, ambientale, che gode di potenzialità straordinarie (sito archeologico per la presenza di almeno due ville romane, sede storica del primo aeroporto e della prima metropolitana d’Italia) tanto da esserne tutelata attraverso vincoli archeologici e paesaggistici, ma versa in grave stato di degrado ed è scarsamente fruibile persino dalla comunità locale. La trascuratezza del Parco incide sulla qualità della vita dei cittadini e sullo stato di degrado dei quartieri circostanti.

Il percorso collaborativo tra i cittadini è stato coadiuvato dalla presenza di LabGov Laboratorio per la Governance dei beni comuni della Luiss che, in qualità di facilitatore dei processi di collaborazione e partecipazione ha trovato in questo luogo le condizioni necessarie per poter avviare un progetto pilota di co-governance urbana capace di promuovere la “rigenerazione collaborativa” del Parco di Centocelle e del suo territorio. Per rigenerazione si intende la rivitalizzazione del bene Parco per trasformarlo in un catalizzatore di sviluppo sociale, economico e istituzionale del territorio. Per collaborativa si fa riferimento invece all’approccio adottato da LabGov, basato sulla collaborazione tra gli attori locali, co-progettazione per costruire un’identità e un piano strategico di comunità e co-governance per generare istituzioni e imprese di comunità che garantiscano la sostenibilità nel medio e lungo termine di queste forme di auto- organizzazione sociale.

Il processo collaborativo è culminato con la nascita della costituenda associazione di volontariato “Comunità per il Parco Pubblico di Centocelle”. Quest’ultima in collaborazione con LabGov si prefigge di attivare diversi interventi:

  1. valorizzare il bene Parco intraprendendo iniziative comuni di micro-rigenerazione del Parco, anche con nuove forme di collaborazione, per migliorarne la sicurezza e l’attrattività attraverso:• azioni di manutenzione, cura e ripristino dell’esistente;
    • percorsi di diffusione della conoscenza del patrimonio storico, ambientale e archeologico del Parco sia per i cittadini locali che per i turisti (anche in vista della prossima musealizzazione dei reperti archeologici ivi presenti;
  2. rispondere alle sfide e alle problematiche sociali del territorio, attraverso specifici progetti da intraprendere con i diversi attori presenti sul territorio, dalle associazioni, ai cittadini, alla pubblica amministrazione;
  3. consolidare l’intelligenza collaborativa delle forze del territorio per arrivare a costruire una forma innovativa di governance aperta e partecipativa.

Tutto ciò favorendo lo scambio intergenerazionale, l’inclusione sociale delle fasce più svantaggiate: anziani, stranieri, Rom, casalinghe a vantaggio della risorsa Parco ma soprattutto dei giovani che non hanno un’occupazione o che non sono inseriti in percorsi formativi.

Il Parco come bene comune implica il recupero di benessere attraverso la rigenerazione del patrimonio locale in sinergia con l’attivazione delle risorse umane locali.

L’avvio di questo processo di trasformazione sociale, economica, istituzionale del territorio con il contributo di tutti i suoi abitanti, potrebbe creare i presupposti per raggiungere, a medio termine, uno stadio successivo di collaborazione, la policentricità, in cui la comunità co-gestisce beni e servizi di quartiere, facendo sì che il territorio si indirizzi verso l’autosufficienza e faccia da volano per una città sempre più smart e collaborativa.

L’azione di recupero ambientale di fatto già si concretizza soprattutto in una zona adiacente a Via Casilina (in prossimità della fermata della metro), dove sono concentrate alcune importanti risorse storiche e ambientali e una stazione di servizio, e si è avvalsa del coinvolgimento delle due famiglie ROM che l’hanno occupata e con le quali si è attivato un proficuo processo di collaborazione e dialogo.

I ROM hanno da sempre vissuto il Parco di Centocelle finchè con la chiusura dei campi Casilino 700 e 900 ne sono stati allontanati. Queste due famiglie sette anni fa sono tornate nel Parco con la speranza di un futuro alternativo ai campi nomadi.

La loro volontà d’integrazione ha dato concretezza ad un progetto della Comunità Parco Pubblico di Centocelle in tandem con LabGov, il quale mira, a contribuire non solo alla valorizzazione della risorsa Parco, ma anche alla possibile risoluzione di alcune problematiche locali quali precarietà lavorativa e reddituale e di conseguenza inclusione sociale, in un contesto sociale fortemente disagiato. La creazione di un service/info-point informatizzato sul e per il Parco con annesso servizio di bike renting potrebbe essere un punto di partenza.

In sintesi l’attivazione di un processo di collaborazione partecipato e innovativo vorrebbe giungere alla realizzazione di un sistema complesso sostenibile che lo renda in grado di essere nel contempo sistema di produzione di beni e servizi ad alto “valore di dignità”, coesione ed inclusione, generazione di arte, cultura e conoscenza il cui fine ultimo è la tutela, rigenerazione, migliore fruizione di un bene comune culturale come il Parco di Centocelle per trasformarlo in un catalizzatore di sviluppo sociale, economico e istituzionale del territorio.

La costituenda Comunità per il Parco Pubblico di Centocelle si costituirà a breve in forma di Associazione di Promozione Sociale grazie alla forza di volontà dei cittadini: Alessandra Noce, Silvio Bruno, Mario Caldaro, Carlo Carnera, Urio Cini, Daniele Eleuteri.

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