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Museo Urban Art di Roma (MURo)

Il progetto

Fondato nel 2010 dall’artista David “Diavù” Vecchiato, il Museo di Urban Art di Roma (MURo) è il primo progetto di museo completamente integrato nel tessuto sociale, attraverso la promozione e produzione della Street Art. Nasce con i primi murales realizzati da Diavù nell’area storica del quartiere Quadraro, all’incrocio tra il V e il VII Municipio del Comune di Roma e ha attualmente opere visitabili a Torpignattara e in vari altri quartieri di Roma.

L’idea alla base del MURo è trasformare alcune aree della città di Roma in percorsi di un museo a cielo aperto dove l’arte contemporanea abbia la possibilità di interagire quotidianamente coi cittadini, così come avviene nelle strade delle città di tutto il mondo grazie alle opere spontanee di Street Art. 

Gli interventi artistici sono però in questo caso suggeriti e guidati in modo da potersi rapportare coi cittadini che vivono e frequentano quegli spazi, oltre che con la storia degli spazi stessi e con gli artisti, con l’intento di realizzare opere che siano davvero volute, condivise ed apprezzate, e che disegnino un nuovo strato culturale nel panorama urbano, capace di rispettare e divulgare le memorie, le caratteristiche e l’identità stessa del territorio che lo ospita.

I punti di forza di MURo

MURo è un progetto site-specific, ovvero ideato per far relazionare gli artisti con la conformazione e la storia dei luoghi di convivenza sociale dove realizzano le proprie opere. MURo è anche un progetto community-specific, ovvero mira a percepire e rispettare lo “spirito dei luoghi” in cui interviene ed è condiviso coi cittadini, si confronta con le loro idee e le loro storie (soprattutto con coloro che vivono o frequentano le aree interessate dalle opere). La collezione di opere di Street Art, principalmente murales, appartiene alla comunità ed attualmente comprende 21 lavori realizzati da importanti firme dell’Arte Contemporanea di tutto il mondo.  

«Stimolare un Rinascimento dell’Arte Pubblica Contemporanea è uno degli obiettivi del MURo, poiché il suo staff ritiene che produrre del nuovo “bello sensibile” nelle nostre città – soprattutto se col valore aggiunto di realizzare immagini che siano anche simboli comprensibili a tutti – significhi stimolare sensibilità pubblica – dunque orgoglio e fierezza tra i cittadini – e significhi consentire alla collettività di riappropriarsi di spazi condivisi, dunque si traduca nella materializzazione dell’idea stessa di cittadinanza».

Progetti realizzati

Nel 2016 ad aprile MURo ha realizzato un nuovo murale a via dei Quintili a Roma all’interno del progetto di Urban Art ideato per il Quadraro nel 2010. Il murale dell’artista brasiliano L7M è stato realizzato a titolo gratuito su un edificio privato, per donare altra bellezza e altre opere d’arte al quartiere. Nel 2016 a giugno l’associazione culturale MURo ha realizzato e co-prodotto il progetto Popstairs 2016 (che aveva già realizzato opere nel 2015): le due scalinate del Mercato Trionfale a Roma sono diventate due opere d’arte dedicate alla memoria di Anna Magnani per mano dell’artista David Diavù Vecchiato, trasformando così lo stesso mercato in un ideale monumento all’attrice romana. A settembre del 2016 l’Associazione ha realizzato tre murales e un workshop artistico di due settimane agli studenti nel Liceo Scientifico e Linguistico Ettore Majorana a Spinaceto, Roma.

In generale, nel 2016 l’Associazione ha realizzato tra i 40 e i 50 tour (di media uno a settimana) tra i quartieri Quadraro e Torpignattara per mostrare le sue opere di Urban Art nei quartieri periferici di Roma a cittadini e turisti; inoltre ha curato e realizzato 6 mostre d’arte contemporanea a titolo gratuito nel caffè del Quadraro “Quintilium”, bar frequentato principalmente da cittadini locali e dai visitatori del progetto Museo di Urban Art di Roma, sempre con l’intento di riempire di cultura il quartiere dove ha iniziato la sua avventura e dove ha dimostrato in pochi anni l’attuabilità dell’idea del suo curatore David Diavù Vecchiato, ovvero che si può trasformare – attraverso iniziative di Urban Art e murales – un’area della città prima destinata a depressa borgata popolare e nominata sui media solo per fatti di cronaca nera in un centro di arte e cultura viva, ormai sempre più spesso nominato nelle guide turistiche e culturali di Roma.