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Strane straniere

Strane Straniere ruota intorno a due figure – l’essere donna e l’essere migrante – che comunemente vengono percepite come soggetti sociali deboli e mira tanto a superare gli stereotipi sulle migrazioni, quanto ad offrire una prospettiva inedita per riscoprire la forza dei legami di comunità e di reciprocità. Strane Straniere restituisce al pubblico, attraverso l’arte, le storie di donne immigrate che hanno creato un’impresa negli ambiti più disparati: dall’autoricambi alla cucina, dall’arte alla pesca, dalla tipografia alla sartoria, dall’autotrasporto all’editoria. Aida, Ljuba, Ana, Cristina, Lanbo, Manuela, Elsa, Gloria, Neda, Sonia, Vanja, Daisy, Margarita sono le donne che entrano nel racconto. Bulgaria, Croazia, Serbia, Romania, Tunisia, Nigeria, Iran, Colombia, Equador, Perù, India, Cina sono i paesi da cui provengono. Aldilà delle diversità culturali, generazionali e di esperienze personali delle protagoniste, queste storie evidenziano la capacità di elaborare il trauma di un vissuto doloroso, di tessere relazioni dentro e fuori la propria comunità, e di sviluppare una progettualità per il futuro. La Strana Straniera è colei che attua il rovesciamento dell’idea di straniero.

Il progetto inizia nel luglio 2013 con il sostegno del Dipartimento delle Politiche Sociali e dell’Integrazione della Provincia di Roma che lo selezionò per “Prevenzione Mille – Bando della Fraternità 2012”. L’approccio innovativo ha consentito un immediato e forte impatto sul pubblico e sulla stampa. Muovendo da un percorso di ricerca antropologica, il progetto – ideato e curato da Maria Antonietta Mariani – ha dato vita negli ultimi tre anni a una serie di attività e di prodotti comunicativi coinvolgendo diversi soggetti e istituzioni, ottenendo il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, del Comune di Roma, nonché i patrocini degli stessi, delle Ambasciate di Croazia, Serbia, Romania e Tunisia.  Nel 2015 è stato segnalato, unico progetto italiano,  dall’Euromediterranean Women’s Foundation tra le best practices all’interno del progetto CSO WINS – Politiche di Vicinato per la Società Civile dell’Unione Europea.

Attività realizzate

A partire dal 2013 vengono realizzati tre laboratori-performance e un grande evento “Strane straniere: Open Worksite not only for staff” all’Acquario Romano nel luglio 2014, in cui le donne condividono le proprie esperienze con la cittadinanza (con il contributo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, il supporto dell’ Associazione Culturale Atelier, di sponsor come Unicredit e Casale del Giglio e il patrocinio di varie istituzioni). Parallelamente il progetto avvia la produzione di materiale audiovisivo per permetterne la fruizione ad un pubblico più ampio. Nel 2015 viene realizzato il corto “Margarita” in collaborazione con l’AAMOD, Roma Capitale e l’Associazione Peer to Peer, nell’ambito de I Racconti del Lavoro Invisibile, presentato alla Casa Internazionale delle Donne e all’Isola del Cinema 2015.  Dal progetto l’autrice Maria Antonietta Mariani trae l’idea e il soggetto dell’omonimo film documentario “Strane Straniere” prodotto da RaiCinema e Matrioska (regia Elisa Amoruso) distribuito da Istituto Luce Cinecittà. Il film ha ottenuto il contributo del MIBACT come film di interesse culturale e il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea ed è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma 2016, al Festival del Cinema Italiano di Madrid e al Festival Internazionale del Laceno D’oro.  Il film esce in sala nel marzo 2017.

Punti di Forza

Strane Straniere si differenzia da un intervento tradizionale di sensibilizzazione sui fenomeni migratori  perché realizza l’incontro tra migranti e pubblico costruendo un racconto collettivo. Guarda all’immigrazione dando voce ai personaggi, evidenziandone le spinte motivazionali, i comportamenti e l’impatto che essi producono non solo nelle rispettive esistenze, ma nella vita del territorio apportandovi inedite prospettive.

Le storie delle Strane Straniere raccontano come l’attesa e la speranza diventano idea, progetto e poi realtà imprenditoriali concrete. La capacità generatrice del femminile si rivela in tutta la sua potenza creatrice. Questo percorso diventa il nucleo dell’attività di comunicazione e di animazione. Il progetto che ha preso le mosse da un’analisi approfondita della realtà migratoria romana, si pone come obiettivo finale di contribuire al dibattito e alle azioni di sensibilizzazione sulle migrazioni a livello europeo.